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L'ANGOLO DELLA POESIA
(per sottofondo musicale )
 

Un bel squadron! ; I Ciclotrapiantati; A Elero per il compleanno; Al nostro presidente; Il calendario della vita;
Oltre la morte;Meglio guardare avanti; A Padre Mario; Anno di crisi;

UN BEL SQUADRON! (2005)

Che festa granda par Dossobòn
versar le porte a sto squadròn
de gente forte, bela e gajarda
che quando passa tuti e la varda!

Ghe vol impegno santo e de cor
par versar tanto, tanto dolor
e darghe esempio a quei puòti
de fora baldi ma dentro coti,

che i passa ‘l tempo a non far gnente
en meso el vivar de quela gente
provà da mali e pene assé
ma sempre caldi, de novo in pié!

Vedì che bela cavalleria
questa che gh’emo en compagnia:
la vien da Trento, doman la va
par borghi, strade e par cità;

la va corendo sora cavài
sensa le sate ma coi pedài
che val dei bessi, no serto pochi,
cavài de rassa, miga dei brochi.

No gh’è na roba più bela al mondo
de vedar gente dal far giocondo

che dignitosa, dentro e de fora,
l’ha dito: “Vaga a la malora

i nostri mali, duri e pesanti
che n’ha ‘nciodado par ani tanti!
Volemo corar con fede ardita:
viva la gente, viva la vita!”.

                       Prof. Glauco Pretto

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I CICLOTRAPIANTATI (2005)

 

I ciclisti trapiantati
sono da Enzo organizzati:

tutto è ben prefissato,
niente al caso è lasciato.

 Va a pedalare in fila indiana,
allegramente la carovana,
a volte scortata dalla staffetta
perché proceda più in fretta.

 A pedalar ci si stanca
e qualcuno in salita arranca,
ma prontamente una spinta arriva
da chi era lì che ti seguiva.

 Lungo la strada, prima del traguardo,
non si nega uno sguardo
a chi la natura ha dotato
di un profilo più aggraziato.

 L’accoglienza è sempre trionfale
da parte della sezione locale:
grandi e piccoli meravigliati,
stanno ad occhi aperti incantati.

 Tra gli applausi della gente
parla bene il presidente,
con la scioltezza del giornalista
spiega perché siamo in pista.

 A tutte le Aido che va a trovare
un gagliardetto vuol lasciare,
perché si ricordino in futuro
di chi il destino l’ha avuto duro.

 Padre Mario, sul far della sera,
invita tutti alla preghiera,
ricordando ai commensali
come tutti dobbiamo sentirci uguali.

 Termino questi versi in rima
esprimendo a voi tutti la mia stima;
è stata per me una bella esperienza
della quale non potevo star senza.

 Dante

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A Elero per il compleanno (2006)

Chi le pampas ha esplorato,
può aver un giorno Elero incontrato;
erano le pernici nel suo mirino
per gustarsele la sera con del buon vino.

Per questo liquore ha gran fiuto,
infatti col prosecco fece il suo debutto,
quando, ancor giovane e prestante albergatore,
in quel di Maserada incominciò a far l’assaggiatore.

Come cuoco non teme rivali
e i suoi piatti non hanno eguali;
l’austriaco e il germanico vogliono assaggiare
il menù che  abilmente sa preparare.

Si è fatto sistemare una bici su misura,
per rendere più leggera la sua corporatura:
sempre di pedalar ha seria intenzione,
ma è in costante ricerca dell’occasione.

Ogni anno si fa avanti
Dante,  un poeta d’altri canti:
a lui è contento affidar la bicicletta
per vederla sfrecciare  come una saetta.

Ora che ha la sua bella età,
preferisce col gruppo girar di qua e di là:
per Feltre, Ancona o Agrigento
è sempre pronto ad alzar la vela al vento.

Con i ciclotrapiantati in un degno locale,
il  compleanno lo vuole festeggiare;
l’amicizia sincera unica ricompensa
per lui della vita la vera essenza.

La sua personalità l’abbiamo tracciata,
e noi siamo pronti per la bicchierata:
ancor tanti anni  gli auguriamo
e calorosamente la mano gli stringiamo.

                                                   Dante

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Al nostro presidente (2007)

Il nostro caro presidente mai si stanca
e le province del Veneto con il giro agguanta:
ai giovani studenti vuol portare
delle grandi idee da meditare.

 Quest’anno da Maria Grazia è graziato,
perché dalla regione il giro è programmato;
a noi non resta che pedalare per dimostrare
che la vita, dopo il trapianto, può continuare.

 Ora che un  perentorio consiglio ha avuto
di passeggiare non più di un minuto,
può maggiormente spingere sui pedali
e far vedere a tutti che non teme rivali.

 Se per lo sforzo soffrirà di crampi,
qualcuna prontamente si farà avanti:
sarà questa la fedele Lucia
o qualche altra che il “nostro” aggancerà per via?

 Per tutti ha acquistato l’abbigliamento,
perché nessuno abbia da soffrire il freddo o il vento;
il logo l’ha voluto ben stampigliato
anche se il conto gli è venuto un po’ salato.

 Se nel cervello mi viene un paragone,
a lui pensando, egli è del gruppo il pignone
e noi i raggi ben tesi al cerchione
affinché la ruota giri libera senza ostruzione.

 A volte qualche cigolio si sente,
che va ad impensierire il presidente:
è forse la naturale usura
che sta arrugginendo la struttura?

 Via via, subito in quel di Elero, a Maserada,
per soddisfar la gola con una “gran magnada”,
e alla fine, nel corpo e nello spirito rifocillati,
ci sentiamo tutti allegri e appagati.

 Mi pare il gruppo un meccanismo assai perfetto,
di cui nessun elemento presenta difetto.
Caro presidente, non ti venga in mente di rottamare
questa macchina che tanta strada può ancora fare!

                                                            Dante

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Il calendario della vita

In questa bella regione Toscana,
in cui a fiotti sgorga la lingua italiana,
mi si scalda il cuore e la mente
e a te porgo questi versi semplicemente.

 Caro Elero, il tuo “birthday”
ti costa anche quest’anno un po’ “de schei”,
ma i nostri auguri a te ben fatti,
siano a garanzia di salute e benessere gran piatti.

 A giugno è ormai una tradizione
che ti faccia carico di tale situazione,
quando il calendario della vita devi ritoccare
e un anno in più, purtroppo, devi segnare.

 Come vedi, sono tutti impazienti
di mettere presto qualcosa sotto i denti:
carne o pesce non importa,
se di prosecco c’è una buona scorta.

 Per una sera all’albergo non pensare
e con noi fai i bicchieri tintinnare;
risate e brindisi ti saranno di conforto
quando ti sembrerà che tutto vada storto.

 Ti siamo particolarmente grati
e ti ringraziamo di averci invitati;
offri  a tutti una gioiosa occasione
di dare alla nostra amicizia più coesione.

 Noi tutti, qual allegra brigata,
intendiamo passare spensierati la serata,
e a padre Mario chiediamo una benedizione
per il cibo che sarà servito a profusione.

 Ti assicuro che dopo questa abbuffata
la tua bici sarà degnamente cavalcata;
la vedrai nel gruppo primeggiare
sia su per i colli sia lungo il mare.

 Dante

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Oltre la morte

Stefano, dagli occhi neri
come la pietra lavica
della tua isola,
sei andato via
nella primavera,
della vita...
e con te i sogni
e il palpito
del tuo primo amore.

Non vi fu ritorno
quel giorno nella casa
che sentì d'improvviso
l'urlo della madre.

E ti portarono a passi lenti
sotto il cielo infuocato
d'agosto.

Non lontano la calma del mare
e un volo d'uccelli
sempre più in alto
quasi corteo celeste
e canto di osanna
per il gesto d'amore:
i tuoi occhi, Stefano,
vedono ancora l'Aurora,
il tuo cuore batte ancora
e prova emozione d'Amore.

Angelina Rodo
2 settembre 2007

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MEGLIO GUARDARE AVANTI

Perché ricordare. Meglio guardare avanti,

la forza, la volontà e la fede coronata,

il sorriso, perché la vita non è finita

come l’amore verso chi l’ha donata.

La nostra pedalata scorre veloce

Come l’acqua pura, fra le mani,

e fa edificare a tutti, felice voce,

come gli uccelli fra i verdi rami

quando nella primavera, tra i prati,

assieme ai più svariati divini colori,

risuonano felici i nostri cuori,

dedicati ai tanti Donatori

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A Padre Mario

 

Si trovò a giocare con molti bambini,

quando entrò nel convento dei Cappuccini;

per anni studiò assiduo della Chiesa le note,

così si preparò per diventare sacerdote.

 

Scelse l'Amazzonia come terra di missione

non appena fece la sua professione;

con una mula, unico mezzo di trasporto,

portava agli Indios il suo conforto.

 

Non eran però questi i divini disegni

se ben presto lasciò i missionari impegni;

a Dio il suo sacrificio generosamente offrì

per la redenzione di quei popoli un dì.

 

Ebbe un giorno il dono del trapianto

e lo spirito e le energie gli ritornarono d'incanto;

presto trovò un modo per ringraziare

chi un organo gli aveva voluto donare.

 

Incontrò sulla strada i Ciclotrapiantati

e con loro strinse forte dei patti:

in giro per l'Italia decisero di pedalare

per dimostrare quello che, dopo un trapianto, si può fare.

 

Non appena la bici mette in sicurezza

subito al cellulare mette mano con prontezza;

è egli, ben si nota, àncora sicura

per chi trova la vita ogni giorno più dura.

 

Sempre un angolo in ogni dove sa trovare

perchè la messa a sera vuol celebrare;

e alla fine, con voce tonante e benedicente,

invoca la Grazia di Dio sulla gente.
 

In questa particolare ricorrenza

vogliamo esprimerti tutta la nostra riconoscenza.

Ha questa stola come significato

quello che per il nostro gruppo sei stato.

Dante

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Anno di crisi

La crisi economica nel mondo avanza,

ricchi e poveri pesta senza creanza;

tutti se tien ben stretti i “schei”

e le mance nessun dà più neanche ai “putei”
 

I giovani, che gli ardori faticano a controllare,

son confusi sul dove alloggiare.

Così preferiscono le stelle del firmamento

a quelle di qualche bel confortevole “convento”.
 

Ed Elero alla porta sta ad aspettare

chi ha poca voglia di entrare:

guten Abend, buona sera

son con il budget sempre più a “tera”

 

La cosa quest'anno se fa per noi ben dura

e il rischio è di contribuire in qualche misura,

se vogliamo leccarci i baffi al ristorante

e dire alla fine solo “grazie tante”.

 

Ha tanta buona ragione da vendere,

se non intende “ i bessi spendere”;

passata la festa, gabbato lo santo,

suona beffardo di Napoli il canto.

 

Caro Elero, chi ti dà la santa benedizione

per una vita sana e tranquilla a profusione?

Dove la trovi una tal compagnia spensierata

che nel tempo si è a te tanto affezionata?

 

Per il giro del Friuli fai l'imboscato

e a far testimonianza sarà il nostro fiato;

ma prima o dopo lo squadron, “de magnar” mai pago,

per una cena coi fiocchi piomberà su Varago.

 

Per una sera alla crisi non pensare

perchè noi vogliamo con te festeggiare

e con i calici alzati come ogni anno

grideremo: -Tanti auguri di buon compleanno!

Dante

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